Effetto Sirchia: una famiglia di pastori tedeschi abbandonata

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EFFETTO SIRCHIA: UNA FAMIGLIA DI PASTORI TEDESCHI ABBANDONATA
Fonte: "Nero su bianco news"

Nella notte tra l'11 e il 12 settembre hanno fatto capolino tra i cancelli delle case di una zona residenziale di Formello cinque esemplari di Pastore Tedesco.
L'intera famigliola composta da padre, madre e tre cuccioli di pochi mesi si aggirano denutriti, spaventati e con difficoltà, probabilmente perché abituati ad essere legati o in gabbia, ed hanno eletto come loro casa la zona sottostante un vecchio albero.
Presto questo luogo è diventato meta di pellegrinaggi da parte di tutti gli abitanti della zona, che, non potendo nessuno prendere con sé cinque cani, si assicurano che la famigliola abbia a disposizione cibo e acqua.
Naturalmente, però, questi animali non possono rimanere liberi per strada, e cercano una casa e tanto affetto che li protegga dalla cattiveria dell'uomo, che ha ormai anche l'appoggio legale di un'ordinanza ministeriale urgente per 'cani potenzialmente pericolosi'.
La solidarietà dei formellesi verso i poveri cani si scontra con la vergogna di un abbandono avvenuto l'indomani della pubblicazione dell'ordinanza del Ministro della Salute Girolamo Sirchia sui cosiddetti 'cani pericolosi'.
Essendo stati inclusi anche i Pastori Tedeschi nella lista probabilmente il padrone dei cinque cani ha visto davanti a sé la spesa per l'assicurazione obbligatoria moltiplicata per cinque ed ha pensato bene di eliminare il problema alla radice.
La discutibilità del provvedimento del Ministro della Salute, e soprattutto della lista stilata di 'cani pericolosi', che comprende razze di norma molto affettuose come il Terranova e il San Bernardo o decisamente troppo piccole per provocare danni come il Pinscher nano, ma lascia fuori cani solitamente più aggressivi, non serve a giustificare il gesto della persona che ha abbandonato questa famigliola.
Ma di certo non era difficile prevedere che ci sarebbero stati molti episodi simili a questo.
Anche il Presidente dell'associazione Animalisti Italiani PeTA, Walter Caporale, aveva avvertito che l'ordinanza sarebbe stata poco efficace rispetto ai fini che si prefiggeva ed avrebbe provocato un aumento vertiginoso degli abbandoni.
Infatti il delinquente che vorrà detenere un Pitbull come arma o per i combattimenti clandestini di certo non andrà a comprarlo all'allevamento munito di carta d'identità.
Si può dire che l'ordinanza non sia solo inefficace, quanto piuttosto dannosa proprio per la sicurezza pubblica, infatti chi non ha intenzione o crede di non essere più in grado di tenere con sé il proprio Pitbull, o simile, non ci penserà due volte ad abbandonarlo.
Risultato: sono aumentati gli abbandoni di 'cani potenzialmente pericolosi' e sono liberi per le strade cani addestrati ad essere feroci e ad attaccare, affamati e spaventati per essere stati abbandonati.
Crediamo che l'ordinanza del Ministro, nata troppo in fretta e con troppo pathos, non abbia tutte le colpe in questa vicenda.
Il mea culpa più forte dovrebbero recitarlo i media.
Evidentemente a corto di 'inchieste da ombrellone', notizie che attirino l'attenzione dei vacanzieri senza impegnarli in letture troppo complicate, hanno creato il 'mostro', il pitbull appunto.
Questi cani, diventati i nuovi untori, causa di ogni male, hanno riempito le cronache di telegiornali e quotidiani per tutta l'estate, creando una vera e propria psicosi collettiva.
Sembrava che ogni giorno un cane killer fosse protagonista di una nuova aggressione, e che queste ultime fossero aumentate in modo impressionante negli ultimi mesi.
La verità è che il lavoro dei giornalisti non è tanto quello di raccontare gli avvenimenti, che sono infiniti, quanto quello di selezionarli.
Il problema c'è: il giro di denaro legato alle scommesse sui combattimenti fra cani, troppo alto per pensare di eliminarlo anche abbattendo tutti i pitbull presenti in Italia, ci vuole poco perché si crei una nuova razza pronta all'addestramento.
Inoltre un altro problema è la diffusione, presumibilmente per motivi di moda, di cani forse poco gestibili da persone non abituate.
Finché tutti acquistano un dalmata sulla scia del film 'la carica dei 101', non si avvertono gravi problemi.
Quando invece si diffondono cani che hanno bisogno di più cure, attenzioni, e di una maggiore 'cultura' degli animali, si creano i danni, prima di tutto all'animale stesso.
Il compito dei media dovrebbe essere, non di creare il 'mostro', ma di diffondere una cultura degli animali che favorisca la coabitazione tra gli uomini e i loro migliori amici.
Se qualcuno è interessato ad adottare anche uno solo dei cinque pastori tedeschi è pregato di rivolgersi alla redazione (redazione@nerosubianconews.com).

Francesca Esposito

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